Visualizzazione post con etichetta germania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta germania. Mostra tutti i post

sabato 4 agosto 2012

La “munnezza”: a Napoli un problema, a Berlino un’industria che supererà l’auto


A Napoli la “munnezza” è un incubo, a Roma la “monnezza” è un problema. A Berlino è una risorsa che può fare dell’industria legata al riciclaggio e allo smaltimento dei rifiuti un settore che sta per superare quello dell’auto. E sì che in Germania, fra Volkswagen, Opel, Bmw, Audi e Porsche qualche macchina la producono. Secondo la Berliner Zeitung nel 2020 sarà più importante l’Abfallwirtschaft, l’industria della spazzatura, di quella dell’auto.
Per ora non danno tantissima occupazione: il settore contava 147.000 addetti nel 2007, aumentati solo fino a 155.000 adesso.

giovedì 26 luglio 2012

Spread, perché sempre a noi? 10 anni persi, non un euro in più di ricchezza


Punita dai mercati, al centro dell’attacco speculativo, reietta come Grecia, Spagna, Portogallo, l’Italia è davvero messa così male? Mario Monti dalla Russia giura che la colpa non è nostra, tutti gli indicatori economici dicono che i fondamentali economici giustificherebbero al massimo 200 punti di differenziale tra Btp e bund tedesco e non gli assurdi 500 che ci costringono a strangolarci solo per ripagare gli interessi sul debito. Certo, il debito pubblico è quello che è, ma la direzione presa è quella giusta, virtuosa: come mai il Belgio che è messo come noi, ha un deficit di bilancio maggiore, ha anche rendimenti dei titoli di Stato prossimi allo zero contro il nostro 6%? Ieri addirittura al 6,3%, lo 0,1% in più dell’Irlanda, la stessa Irlanda che sta appena cominciando a risollevarsi grazie agli aiuti internazionali, cui parecchi investitori stanno scommettendo di affidare pure noi.

mercoledì 11 luglio 2012

Come far pagare ai ricchi la crisi


Uno dei più importanti centri studi di economia della Germania propone misure straordinarie sui contribuenti più abbienti

Una patrimoniale “temporanea” sui ricchi potrà risolvere la crisi? E’ l’idea dell’istituto tedesco per la ricerca economica (DIW), che propone di obbligare temporaneamente i ceti più abbienti a prestare i loro soldi allo stato. Quando le cose andranno meglio, questi crediti potranno essere restituiti, una soluzione drastica per l’eurocrisi che non si riesce a superare.
PATRIMONIALE O CREDITO FORZOSO- Le soluzioni alla crisi dei debiti sovrani, e più in generale ai continui buchi di bilancio degli stati a causa delle recessioni, sono tema di dibattito accademico. Uno dei più importanti centri di studi tedesco sull’economia, DIW, con sede a Berlino, tra i più prestigiosi anche in Europa, ha compiuto uno studio sugli effetti di una tassazione speciale sui contribuenti più ricchi per affrontare la crisi.