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giovedì 26 luglio 2012

Spread, perché sempre a noi? 10 anni persi, non un euro in più di ricchezza


Punita dai mercati, al centro dell’attacco speculativo, reietta come Grecia, Spagna, Portogallo, l’Italia è davvero messa così male? Mario Monti dalla Russia giura che la colpa non è nostra, tutti gli indicatori economici dicono che i fondamentali economici giustificherebbero al massimo 200 punti di differenziale tra Btp e bund tedesco e non gli assurdi 500 che ci costringono a strangolarci solo per ripagare gli interessi sul debito. Certo, il debito pubblico è quello che è, ma la direzione presa è quella giusta, virtuosa: come mai il Belgio che è messo come noi, ha un deficit di bilancio maggiore, ha anche rendimenti dei titoli di Stato prossimi allo zero contro il nostro 6%? Ieri addirittura al 6,3%, lo 0,1% in più dell’Irlanda, la stessa Irlanda che sta appena cominciando a risollevarsi grazie agli aiuti internazionali, cui parecchi investitori stanno scommettendo di affidare pure noi.

mercoledì 25 luglio 2012

I TECNICI E I PUTTANIERI


Una volta c'era Silvio, rimosso per lo spread. Oggi il viceministro Ciaccia dice che sono i mercati che non ci capiscono. Che è colpa loro. Voi avete capito?


Una volta c'era Silvio (e c'è ancora). Lo spread volava alto. Berlusconi era (e lo è ancora) la sintesi dell'Italia che inizia sulle stragi del '92 e della politica a uso e consumo personale. E tra l'altro era un gran puttaniere. Eppure difendeva le famiglie. Preferibilmente quelle che rientravano nello schema dei suoi grandi elettori. Però Silvio andava rimosso mica per una gestione politica antitetica e lobbystica, no, andava rimosso per lo spread. Dicevano. Ci avevano fatto anche un prima pagina chiara, sul punto: “Fate presto”. Diceva.

martedì 24 luglio 2012

IL CAPITALISMO E' MORTO


Spread alle stelle, borse che crollano. Cosa succede?
Sta crollando questo capitalismo basato integralmente sulla finanza e non sull'industria, sull'artigianato, sulla manifattura, sui fondamentali. Sta arrivando alla sua ultima fermata, i nodi vengono al pettine e non si può che assistere all'agonia di un mostro impazzito che è sfuggito al controllo del suo creatore, e nessuno dei grandi medici, accorsi al suo capezzale, riesce a curare. Stiamo assistendo a un'agonia della quale non siamo responsabili, almeno in parte, e su cui non possiamo fare nulla, a meno che non capiamo che dobbiamo cambiare vita, che il modo per sfuggire il più possibile a questa crisi e soprattutto per non creare le premesse per la prossima crisi, è vivere in maniera più sobria, vivere di poco, disertare la borsa e qualunque investimento finanziario, utilizzare il proprio denaro (poco o tanto che sia) per fare cose che abbiano un senso chiaro, magari autoproducendo una parte del nostro cibo, forse creando valore per la produzione di energia che ci serve realmente e concretamente per scaldarci. Pensiamo a installare un pannello solare invece di comprare le azioni di chi li produce.