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venerdì 3 agosto 2012

La fiducia torna solo con le regole


E’ ancora meno facile prendere di petto difetti annosi e intricati dell’Italia, come quelli che gonfiano e rendono inefficiente la spesa pubblica, quando in tutto il mondo le condizioni dell’economia tornano a peggiorare. La crisi globale che tra un mese compirà cinque anni e non è mai finita pone ora problemi nuovi, che sono politici nel senso più profondo del termine, e vanno riconosciuti come tali. Il cieco instabile potere della finanza rende oggi arduo sanare quegli squilibri enormi della globalizzazione (Paesi avanzati che vivono al di sopra dei propri mezzi, in debito verso i Paesi emergenti) che lo hanno fatto crescere a dimensioni spropositate.

giovedì 2 agosto 2012

Hanno la faccia come il c....

SILVIO AL LAVORO CON I BIG DELL'ECONOMIA. FINALMENTE PROSPETTIVE INTERESSANTI

«Ho parlato a lungo con Berlusconi: l’ho trovato preoccupato dei problemi del Paese, ma determinato a dare un contributo di unità».Roberto Formigoni racconta su Twitter il lungo incontro avuto con Silvio Berlusconi.
LUNGO INCONTRO CON BERLUSCONI
Un incontro ad Arcore quello tra il presidente della Regione Lombardia Formigoni e l’ex premier Berlusconi. Al centro del lungo faccia a faccia - come si legge oggi sul Corriere della Sera - le politiche regionali, ma anche la politica nazionale, dal confronto sulla riforma della legge elettorale alle misure anti-crisi per risollevare il Paese. 

giovedì 5 luglio 2012

Il momento della verità


I dati dell’ufficio studi di Confindustria offrono una fotografia davvero preoccupante: un Pil in calo di oltre il 2% per quest’anno, e in calo ancora per il 2013, un pareggio di bilancio che si allontana, una flessione degli investimenti, dei consumi e del potere di acquisto delle famiglie, un aumento costante della disoccupazione. Questo quadro, per quanto noto a chi conosce la realtà vera del Paese, rende però indifferibile una verifica onesta dei provvedimenti presi fino ad oggi dal governo e della loro efficacia, non tanto ai fini di una ritrovata credibilità internazionale, che fortunatamente è stata ristabilita, quanto dell’effettivo contrasto alla crisi. Da questo punto di vista il vertice dei capi di governo ha una responsabilità storica. Una parte dell’edificio europeo sta bruciando e il contagio sta crescendo, creando una trappola che mette in ginocchio cittadini e imprese, minando le fondamenta stesse della moneta unica e dei trattati.