I dati dell’ufficio studi di Confindustria offrono una fotografia
davvero preoccupante: un Pil in calo di oltre il 2% per quest’anno, e in calo
ancora per il 2013, un pareggio di bilancio che si allontana, una flessione
degli investimenti, dei consumi e del potere di acquisto delle famiglie, un
aumento costante della disoccupazione. Questo quadro, per quanto noto a chi
conosce la realtà vera del Paese, rende però indifferibile una verifica onesta
dei provvedimenti presi fino ad oggi dal governo e della loro efficacia, non
tanto ai fini di una ritrovata credibilità internazionale, che fortunatamente è
stata ristabilita, quanto dell’effettivo contrasto alla crisi. Da questo punto
di vista il vertice dei capi di governo ha una responsabilità storica. Una parte
dell’edificio europeo sta bruciando e il contagio sta crescendo, creando una
trappola che mette in ginocchio cittadini e imprese, minando le fondamenta
stesse della moneta unica e dei trattati.
