Berlusconi e Prodi sono i due
eterni antagonisti dell’Italia della
Seconda Repubblica, l’uscita di scena definitiva di uno o di entrambi sarà –
per certi versi – il vero segnale della fine di un ciclo. Certo assieme ad
altri protagonisti della politica italiana, così incapace di rinnovare se
stessa se poi l’unico modo per avere qualche cambiamento è “rottamare” (a
sinistra) e “formattare” (a destra).
Gira e rigira, sempre lì stiamo. Come se dei due simboli dello sbilenco
bipolarismo italiano non si potesse fare a meno. In questi giorni è stato detto
che Silvio Berlusconi di fatto non se n’è mai andato veramente. Nessuno ne
dubitava, d’altronde.
