Alla riunione dei gruppi parlamentari del Pdl, Cicchitto lancia l'ennesimo avvertimento al governo tecnico. Di occuparsi della nuova normativa che aumenta le pene e amplia i reati dei tangentisti "non glielo ordina il medico", afferma. E l'ex premier si entusiasma
Alla parola “corruzione“,
scatta l’applauso di Silvio Berlusconi.
Scatta nel momento esatto in cui Fabrizio Cicchitto,
capogruppo del Pdl, scandisce che il governo Monti non avrebbe dovuto occuparsi di portare avanti in Parlamento la
nuova legge anticorruzione, che prevede pene più dure per i tangentisti e
amplia la tipologia dei reati. E’ accaduto all’assemblea dei gruppi
parlamentari del Pdl, e deputati e senatori azzurri si sono subito accodati a
battere le mani.
“Diventa
sempre più difficile e sgradevole fare – da parte mia – il ruolo del pompiere
rispetto a posizioni che condividiamo anche noi”, ha affermato Cicchitto. “Dite
a Monti che ci sono due questioni che noi abbiamo messo in carico. Quello che
ha combinato il governo sia sulla corruzione che sul lavoro.
