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venerdì 27 luglio 2012

cemento da mangiare


Il 46% degli italiani teme che la produzione di cibo non sia sufficiente a soddisfare la domanda. Teme cioè che dai campi e dagli allevamenti non venga e quindi non ci sia abbastanza cibo per tutti. Nonostante questa evidentemente diffusa convinzione però, nel nostro Paese, il cemento continua a farla da padrone rubando sempre più spazio ai terreni agricoli. Con grande consenso di fatto dei cittadini che accettano, anzi molto spesso reclamano, quando addirittura non fanno da soli, la trasformazione dei campi in cemento. Strano paese che siamo: temiamo di restar senza mangiare e ci comportiamo come fossimo pronti a mangiar cemento. Proprio così, visto che siamo il terzo Paese Ue e il quinto al mondo per deficit di suolo agricolo.

sabato 21 luglio 2012

PGT di Abbiategrasso: QUANDO I CITTADINI SONO STUFI DI PRESENTARE OSSERVAZIONI E LAVORARE PER NIENTE


Piano SOGEF,  nuove villette all 'Andreona , nuovo comparto industriale lungo la strada per Morimondo , sono i primi assaggi del devastante PGT approvato dalla giunta Albetti con il beneplacito dell'opposizione di allora .
 Quasi 4000 cittadini abbiatensi hanno manifestato voglia di cambiamento ad Abbiategrasso , e noi ci ritroviamo governati con le stesse logiche , schiavi di delibere approvate all'ultimo momento senza coinvolgimento e trasparenza .
Chi avrebbe potuto mandare osservazioni se non informato ????

giovedì 12 luglio 2012

Abbiategrasso: altri 120.000 mq di area agricola trasformati in area industriale o residenziale

Dopo i palazzi vicino all’Annunciata altri due “regalini” della giunta Albetti.

Due piani attuativi del PRG che coprono un’area praticamente grande quanto il centro storico di Abbiategrasso, quella cioè all’interno dei bastioni, sono stati adottati dalla Giunta Albetti con delibera del 13 aprile 2012 (tra il primo turno delle elezioni amministrative e il turno di ballottaggio).



IL PRIMO
Sulla strada per Morimondo di fronte ai capannoni attuali, dove prolificano i cartelli “vendesi” e “affittasi” si potrà costruire un insediamento industriale di 90.000 mq.
Un’operazione che a suo tempo aveva un senso (la Siltal voleva andarsene e bisognava trovare una nuova sistemazione, ndr) oggi appare del tutto fuori luogo.