Quando ho letto su queste pagine la
notizia secondo cui il sindaco di Parma potrebbe perdere la sua scommessa circa
la chiusura dell’inceneritore (è bene chiamarlo così) perché i lavori di
costruzione proseguono a ritmo serrato al fine di ottenere 40 milioni di euro
di contributi statali, mi sono incazzato come una iena.
Non tanto per il caso singolo, quanto
perché – e forse non tutti lo sanno – l’Italia è l’unico paese d’Europa che ha dato impunemente incentivi
all’energia prodotta dai rifiuti, nonostante che questo fosse assolutamente
vietato. Infatti, la delibera del Comitato Interministeriale Prezzi
adottata il 29 aprile del 1992 (governo Andreotti), in coerenza con le
direttive europee e gli accordi internazionali, prevedeva che l’energia
prodotta da fonti rinnovabili dovesse avere un costo maggiore rispetto a quella
prodotta da fonti tradizionali (carbone e petrolio).
