Vogliamo, Fratelli d’Italia per 90 minuti,
prima di esaltarci odi deprimerci secondo la nota volubilità del nostro
carattere, dire una piccola verità pallistica dimenticando bandierine,
campanili, curvette (di stadi)? Il calcio italiano, inteso come italiano davvero,
va dove va la Goeba ,
la Juve.
Da quando l’Inter di Moratti è diventata una
squadra di alieni costruita per vincere finalmente qualcosa prima di
autodemolirsi, il Milan si affida agli Ibrahimovic e ai Silva per sperare di
vincere almeno lo scudetto, il Napoli dipende interamente dai Lavezzi, Cavani e
Hamzik con qualche spalla italiana, la
Roma è una zuppa incomprensibile zavorrata dal suo Tottem, la Lazio non si capisce che sia
e l’Udinese gioca benissimo fino a quando non scoppia ma con calciatori reclutati
per un paio d’anni dalle seconde file internazionali per essere venduti dopo
che hanno fatto fare molti gol a DiNatale, resta soltanto la Juve a salvare quel nucleo di
italiani indispensabile per formare le Nazionali.
Da Zoff a Scirea a Gentile a Paolo Rossi a
Tardelli a Bettega a Buffon a Causio a Zambrotta a Cannavaro a Grosso a
(qualche volta) Del Piero per arrivare alla Nazionale di oggi con sei o sette
fondamentali goebini in campo, senza una Juve forte non c’è Nazionale forte,
pensate al 2010.
Soltanto il “Re del Calzio”, Arrighetto, riuscì
fare una nazionale dignitosa con i milanisti Baresi, Maldini, Donadoni,
Tassotti, Massaro, ma con i lampi di luce di Robertino Baggio. Se la Juve rinuncerà all’insistenza
su un buon gruppo di giocatori italiani, questo potrebbe essere l’ultimo torneo
internazionale nel quale vedremo una Nazionale decente.
Dai folli come Moratti, dai satrapi con le
tasche vuote come Berlusconi (o dagli sceicchi che lo solleveranno dai debiti)
dai padroni della Roma che neppure si sa davvero chi siano, dai LoTitorum
latinorum, dai DeLaurentis non aspettiamoci grandi contributi alla “italianità”
calcistica. Dunque, comunque vada, grazie Juve per questo bell’ Euro 2012. Ora,
se soltanto gli Agnelli e gi Elkann sapessero anche fabbricare automobili come
hanno saputo rimettere insieme la
Goeba ….
Fonte: repubblica.it –
Vittorio Zucconi

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